Trading tasse

tasse-tradingSpesso, quando si parla di trading online si fa sempre molta confusione per quel che riguarda il discorso relativo alla tassazione. Cerchiamo, quindi, di fare un po di chiarezza sull’argomento e fugare tutti i dubbi relativi a questo argomento spinoso. Ormai lo Stato Italiano tende a tassare in maniera molto forte e decisa qualsiasi attività che porti generi reddito, il trading è sicuramente una di queste, sarà tassabile? Tutti i guadagni avuto tramite lo sfruttamento delle proprie capacità di trading vanno dichiarati al fisco. Questi possono avere due categorie di regime fiscale:

regime sostitutivo: le tasse e gli importi da versare vengono calcolati dal broker in seguito al guadagno eseguito
regime dichiarativo: si possono dichiarare i guadagni ottenuti tramite la classica dichiarazione dei redditi.In questo documento va indicato il totale dei spettanti nella sezione II-B al rigo RT41.

CLICCA QUI E SCARICA LA GUIDA DI XTRADE PER FARE TRADING ONLINE

L’aliquota di tassazione per i proventi dal trading online con il governo Renzi sono aumentati e ora la quota è il 26%. Se prima, su 100.000 di guadagno, pagavate 20.000€ di tasse ora quelle da pagare saranno 26.000€ .

C’è da dire che i guadagni ottenuti tramite trading finanziario non sono facilmente tracciabili da parte dello stato. E’ ovvio che quasi nessuno, guadagnerà cifre altissime. Chi guadagna 100.000€ dal trading online vuol dire che sostenta la propria vita con molta facilità. Per guadagnare 100.000€ bisogna investire molto e considerando il capitale investito come capitale di rischio vuol dire che quella persona come minimo ha uno stipendio fisso annuo almeno 3-4 volte superiore.

Quindi il problema trading-tasse non è così importante come si pensa. Fatto sta che se voleste dichiarare i vostri guadagni il 26% dovrete versarli allo stato. Il nostro consiglio è quello di dichiarare i redditi allo stato nel modello preposto secondo il regime dichiarativo, perderete un 26% del vostro guadagno ma sarete protetti da qualche controllo della guardia di finanza. A rigor di legge è illegale non conteggiare il trading online tra le fonti di guadagno.